
Adriana Bani Bartali con il figlio Andrea alla presentazione del francobollo dedicato a Gino Bartali, con la vice commissario del Festival, Silvana Zeppieri
ROMA , 22.10.2009 – (Usfi) Ha 90 anni, è molto riservata (come le donne d’un tempo) ma ha due occhi verdi che ti guardano fisso. E’ Adriana Bani Bartali, la vedova del mitico “Ginettaccio”, scomparso a 86 anni il 5 maggio 2000, al quale è dedicato il francobollo da 60 centesimi che Poste Italiane ha messo in vendita oggi, nell’ambito della “Giornata dello sport” di “Italia 2009, in svolgimento fino a domenica al Palazzo dei Congressi dell’Eur.
In compagnia del figlio Andrea, di 68 anni, Adriana Bartali è arrivata a Roma come testimonial del dentello che immortala il marito (gli altri, da 65 centesimi e da 1,40 euro, ricordano Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino, e Michele Alboreto, pilota della Ferrari). “E’ la prima volta che l’Italia dedica un francobollo a mio padre – sottolinea il figlio Andrea (gli altri fratelli sono Luigi e Bianca Maria) – e ne sono particolarmente orgoglioso”. Tanto più che l’eterno rivale, Fausto Coppi, aveva già ricevuto un tributo filatelico nel 1999.
Vincitore di tre Giri d’Italia (nel 1936, nel 1937 e nel 1946) e di due Tour de France (nel 1938 e nel 1948), Bartali è stato ricordato nel 2006 da una fiction di Raiuno, in cui il ruolo di Adriana Bartali è stato interpretato da Nicole Grimaudo (mentre nei panni del campione si è calato Pierfrancesco Favino). “Uno sceneggiato – commenta Andrea Bartali – molto aderente al testo”.
“Mia madre – continua il figlio di Bartali – è sempre stata molto apprensiva, aveva sempre paura che lui cadesse e raramente andava a seguire le corse alle quali partecipava mio padre: lui ne ha disputato oltre 1000 e si è ritirato solo 28 volte. Non ha concluso un Giro della Toscana proprio per accontentare lei, anche se era in testa al plotone. Va anche detto che quella era un’epoca in cui le donne erano mal sopportate nell’ambiente del ciclismo. Solo perché era la moglie di Bartali le permettevano qualche volte di raggiungerlo in albergo”.
Alla testa di una Fondazione intitolata a suo padre, Andrea Bartali sta lavorando alla realizzazione di un museo che lo celebri degnamente. Purtroppo la generosità di “Ginettaccio”, che regalava tutti i cimeli ai suoi tifosi, ha ridotto al lumicino il numero dei ricordi. Tre le maglie esposte in giro per l’Italia: una, del Tour de France del 1938, è esposta nella chiesa di Santa Petronilla a Siena; le altre sono al Santuario della Madonna del Ghisallo e al Museo del Tessuto di Prato.

Adriana Bani Bartali
Adriana Bartali, 60 anni di matrimonio dopo 5 di fidanzamento, ha ricevuto in omaggio la “Guida al collezionismo degli autografi”, edita da Vaccari, che reca in copertina proprio una bella immagine di Gino: toscanaccio , schietto e sanguigno. (Usfi)